“Baby, tu resti” è il nuovo singolo dei Tepura, un dialogo intimo e necessario con il nostro Bambino Interiore, viviamo in
un mondo che ci chiede di "essere duri" e tagliare i ponti con
l'infanzia. Spesso ferito o inascoltato, lui resta lì, con la sua gioia e i
suoi guai, a ricordarci che per essere davvero "grandi" non dobbiamo “smettere di ridere e di
giocare”, ma avere il coraggio di non credere più alle menzogne che ci hanno
sempre raccontato riscoprendo “gatti, altalene” e la nostra luce più pura. Si ringrazia per le parti
corali la vocal coach Susanna Rossi ed il coro dell'Ic 17 Gandino-Guidi, parte
del progetto Musicascuola dell'Istituto IC 17 di Bologna, creato dalla
Fondazione Musicaper ETS.
Dalle stelle alle nostre profonde vulnerabilità: “Rosso Vivo” è un invito a ritrovare il coraggio di essere
fragili e potenti allo stesso tempo.
“Baby, tu resti” è il primo
singolo estratto dal nuovo Album “Rosso Vivo”, un progetto nato
da un'anima acustica e da una forte vocazione narrativa, si propone come un
viaggio in cui ogni brano è un microcosmo da esplorare. Le sonorità,
curate in collaborazione con l’etichetta SanLucaSound
(Bologna), vantano gli arrangiamenti di Renato Droghetti e i cori della vocal
coach Susanna Rossi, creando un tappeto sonoro avvolgente pensato per
trasportare l'ascoltatore lontano. In “Rosso
Vivo”
il cosmo e i nostri spazi interiori convergono. È un viaggio che parte
dalle stelle per atterrare nelle nostre vulnerabilità più
intime. Si passa dai curiosi sguardi alieni di “Come
Stelle”,
che ci sveleranno chi è il vero malvagio, al dialogo urgente con il proprio
bambino interiore in “Baby, tu
resti”, un inno alla gioia che il mondo adulto tenta di
spegnere. Attraversiamo il tempo e lo spazio (“La
macchina del tempo”), ci confrontiamo con il riscatto sociale e femminile (“Perfetta Così”, “Nessuno
Escluso”)
e affrontiamo le tempeste emotive e naturali (“Rosso
Vivo”).
Ogni traccia è un tassello di consapevolezza: dall'accettazione delle nostre
"ferite primordiali" in “Troverò
il coraggio”
alla celebrazione dell'intimità con “Dimmi che ne pensi”.
Ascoltare i Tepura significa accettare l'invito a fermarsi, a togliere la
maschera e a riscoprire che, nonostante tutto, nelle nostre vene scorre ancora
sangue Rosso Vivo.
BIOGRAFIA
I
Tepura nascono nel 2025 dall’idea
di Denis Forlani (Cento - FE) e Andrea Papotti (Mirandola - MO), musicisti ed
autori emiliani. L’incontro tra i due, avvenuto quasi per caso, ha permesso
la nascita di un progetto musicale prevalentemente acustico con influenze
PopRock e cantautorali e che ambisce a proporle in uno stile nuovo, rivolto al
futuro. I brani, scritti per la maggior parte dal chitarrista Denis, parlano
dei temi più svariati. Dall’amore al sociale, passando
per canzoni spensierate e flussi di coscienza tormentati. Le tematiche vengono
proposte in chiavi musicali sempre diverse e mai scontate, frutto della sua
penna e della sua esecuzione. Completa
la formazione la voce di Andrea, già lead voice di altri
progetti. Comincia a collaborare con Denis nell’interpretazione
del suo già
strutturato repertorio, contribuendo con le proprie esperienze da frontman
e che includono elementi di canto difonico, circlesinging e recitazione. Oltre
al perfezionamento dei brani esistenti gli artisti stanno già lavorando
a quattro mani su nuove idee e creazioni. La recente collaborazione con la casa
discografica SanLucaSound (Bologna) è il trampolino di lancio per la loro nuova
avventura chiamata “Rosso Vivo”:
un album di debutto composto da brani originali, arrangiati dal produttore e
discografico Renato Droghetti. Gli artisti aspirano a portare un sound fresco
ed incalzante, che possa accompagnare chi ascolta in un vero e proprio viaggio.
Le influenze elettroniche e gli ambienti ariosi danno una sensazione di spazio
che passa attraverso la musica mentre le parti corali, a cura della vocal coach
Susanna Rossi, regalano alle composizioni sensazioni di respiro e calore.
Correte ad ascoltare il brano nei migliori store digitali
o a guardare il video su YouTube
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Tracklist Album
“Rosso Vivo”
Troverò il coraggio
Rosso Vivo
Come stelle
Dimmi che ne pensi
Lunghi Passi
La macchina del tempo
Nessuno escluso (arrangiamenti di Alex Rovatti, Mix e
Master Renato Droghetti)
Perfetta così
Ci sei, chi sei
Baby, tu resti (Autore del testo: Susanna Rossi e con la
partecipazione del coro dell'Ic 17 Gandino-Guidi, parte del progetto
Musicascuola dell'Istituto IC 17 di Bologna, creato dalla Fondazione Musicaper
ETS)
Ossergorp (Bonus track)
Chitarre acustiche ed elettriche: Denis Forlani
Voce:
Andrea Papotti
Cori: Susanna Rossi
Autori del testo: Andrea Papotti/Denis Forlani,
Composizione: Andrea Papotti/Denis Forlani,
Arrangiamenti mix e master Renato Droghetti (San Luca
Sound), supervisione artistica Manuel Auteri (SanLucaSound)
Troverò il coraggio:
Un brano d’amore
e di autoanalisi, per quei momenti in cui ci sentiamo bloccati nel “non detto” e nell’urgenza
di palesare un forte sentimento, accettando i rischi che ne derivano e
cominciando a comprendere le “ferite
primordiali”
che definiscono le nostre reazioni a ciò che proviamo e viviamo.
Rosso Vivo:
Rosso Vivo, oltre ad essere il nome dell’album
è anche il brano più evocativo. Un temporale, le nubi cariche di pioggia, l’aria
si fa umida e il vento si alza, un airone spicca il volo e la tempesta si
abbatte. La natura dimostra la sua grandezza. Ma oltre la coltre nera del
temporale, spicca Rosso Vivo: il colore della passione. "Semplicità è la
parola da scrivere", per ricordarci che la bellezza sta nel saper
guardare.
Come Stelle:
In questo brano, il nostro singolo di debutto, raccontiamo una storia diversa
dal solito, non sono i marziani ad essere i cattivi invasori, ma siamo noi
terrestri, con la nostra paura del diverso, la vera minaccia. Di questi temi si
interrogheranno i protagonisti del brano, in una dolce riflessione sul senso di
pace universale.
Dimmi che ne pensi: L’amore
è innanzitutto accettazione, chiarezza e vulnerabilità. E’ sapere
di essere ascoltati ed accettati nella propria essenza, senza giudizio,
nonostante i “cerotti” e le vecchie ferite che
ancora dolgono. Quando poi, negli occhi di chi amiamo, vediamo risplendere i
nostri sogni, finalmente ci rendiamo conto di non essere più “uno qualunque”,
ma aver “lasciato il segno”.
Lunghi Passi:
Partiamo per un viaggio nel mondo, con l’entusiasmo
di un giovane esploratore che, armato solo delle sue nuove "scarpe",
parte alla sua scoperta, promettendo di esplorare ogni angolo dove ci siano
vita, sorrisi e bellissimi fiori da cogliere.
La macchina del tempo: Se in "Come Stelle"
abbiamo viaggiato attraverso lo spazio e gli astri, qui faremo un viaggio nel
tempo. Ci trasformeremo in un potente
essere ultra dimensionale, in grado di “volare” nel
tempo. Ma nemmeno la sua coscienza sconfinata e i suoi poteri immensi possono
impedirgli di notare queste "nuove" creature "senza ritegno e
senza sentimento" che fanno "guerra e discariche": distruggono,
poi stoltamente si pentono, non potendo però,
come lui, tornare indietro.
Nessuno Escluso:
In questo brano vogliamo urlare contro i poteri che opprimono i cittadini,
vogliamo denunciare il divario sociale in cui lentamente sta scivolando la
nostra società.
Un brano crudo, ma necessario, che riesce a far riflettere grazie alle sue
verità
e alla sua ironia.
Perfetta Così: Questo brano racconta la
storia di un’odalisca
che, attraverso il canto e la danza, combatte per il suo riscatto, per
liberarsi dalla schiavitù. È un inno a tutte le donne
(ma non solo) perché non perdano mai la
speranza e la consapevolezza di quanta potenza e meraviglia c’è in loro,
nonostante fuori tutto sembri desolato.
Ci sei, Chi sei:
A volte ci troviamo in un punto di non ritorno, con la necessità di
fermarci e riflettere. Cominciamo a fare il resoconto dei fatti, l’analisi
del capitolato della nostra vita. Eppure, spesso, per quanto ci sforziamo, per
quanto possiamo chiarire ciò che proviamo, ci rendiamo conto che “doveva esser chiaro, invece no”.
Qui esploriamo questa dicotomia, creando un brano che riesce magistralmente a
contrapporre pace e delirio.
Baby, tu resti:
Viviamo in un mondo che ci chiede di "essere duri" e tagliare i ponti
con l'infanzia. Questo brano è un dialogo intimo e necessario con il nostro
Bambino Interiore. Spesso ferito o inascoltato, lui resta lì,
con la sua gioia e i suoi guai, a ricordarci che per essere davvero
"grandi" non dobbiamo “smettere
di ridere e di giocare”, ma avere il coraggio di
non credere più alle menzogne che ci hanno sempre raccontato riscoprendo “gatti, altalene” e la nostra luce più pura.
Si ringrazia per le parti corali la vocal coach Susanna Rossi ed il coro
dell'Ic 17 Gandino-Guidi, parte del progetto Musicascuola dell'Istituto IC 17
di Bologna, creato dalla Fondazione Musicaper ETS.
Ossergorp (bonus
track): La versione strumentale de “la
Macchina del Tempo”, per trasportarvi
tra le pieghe del continuum spazio temporale, alla ricerca dei “messaggi nascosti” tra
le voci delle malvagie sirene. Riuscirete a decodificare tutti i messaggi
segreti contenuti nella track? vi aspettiamo sulle nostre pagine social per
condividere i risultati!